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Federalismo Fiscale

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  • Scheda: il nuovo modello di finanza provinciale

    Il nuovo modello di federalismo fiscale delineato, in conformità a quanto previsto dall’art. 119 della Costituzione , dalla legge n. 42/2009 ha stabilito all’art. 27 l’obbligo anche per le autonomie speciali di concorrere “al conseguimento degli obiettivi di perequazione e di solidarietà ed all’esercizio dei diritti e doveri da essi derivanti, nonché al patto di stabilità interno e all’assolvimento degli obblighi posti dall’ordinamento comunitario”.

    La necessità di adeguamento delle norme fondamentali della finanza provinciale al nuovo contesto istituzionale ha richiesto una più ampia revisione del modello autonomistico, finalizzata al recupero dello spirito originario dello Statuto, che individuava nelle devoluzioni di tributi erariali in quota fissa l’elemento costitutivo di una solida autonomia finanziaria, nonché al contenimento al minimo dei margini di incertezza legati alle procedure di definizione delle poste maggiormente connesse alla contrattazione con il Governo o comunque non più coerenti con il nuovo modello del federalismo fiscale.

    In assenza di un forte ruolo propositivo volto a salvaguardare le specificità e le prerogative di rango costituzionale in termini di autonomia finanziaria contenute nello Statuto, assicurando nel contempo una crescita e valorizzazione della sfera di autonomia finanziaria della Provincia in termini di poteri tributari e di sfera di libertà di utilizzo delle risorse, l’attuazione del federalismo fiscale la Provincia avrebbe subito un forte impatto finanziario negativo, per il venir meno delle poste di bilancio non più coerenti con il nuovo modello federalista.

    Inoltre, il concorso agli obiettivi di finanza pubblica avrebbe determinato l’assunzione di oneri connessi al trasferimento/delega di funzioni statali per circa 100 milioni.

    Il nuovo modello finanziario delineato dallo schema di accordo (Accordo di Milano, 30/11/2009) raggiunto con lo Stato consente di armonizzare l’ordinamento finanziario della Provincia al nuovo assetto derivante dal processo di attuazione del federalismo fiscale , e, nel contempo, di salvaguardare le specificità e le prerogative di rango costituzionale in termini di autonomia finanziaria contenute nello Statuto.

    Il nuovo modello si fonda infatti sulla valorizzazione delle piene potenzialità dello Statuto con l’acquisizione di tutti i gettiti prodotti dal sistema trentino , recuperando quelli attualmente non spettanti o non ripartibili territorialmente, rivalutando il principio fondamentale posto a base dello Statuto che vedeva nelle devoluzioni di tributi erariali l’elemento costitutivo dell’autonomia finanziaria.

    L’applicazione di tale principio comporta il ripristino del quadro originario delle entrate statutarie, costituito da un modello di finanziamento fondato su un nucleo duro costituto dalle compartecipazioni in quota fissa ai tributi erariali afferenti il territorio provinciale, predefinite statutariamente nella loro misura, a beneficio della certezza e della programmabilità delle risorse.

    Il nuovo assetto finanziario vede notevolmente incrementata la propria interdipendenza con l’andamento dell’economia locale, comportando una sempre maggiore responsabilità dell’amministrazione provinciale nel promuovere ogni azione volta a garantire al territorio trentino prospettive di crescita sostenibile, perché solo con la crescita potrà essere potenziato e incrementato il livello delle risorse a disposizione della Provincia.

    Viene inoltre previsto lo sblocco delle quote variabili già definite a livello tecnico (2000-2005 per un totale di 1,5 miliardi) oltre alla definizione di tempi certi per la definizione delle ulteriori quote dovute sino all’anno finanziario 2009. Sono stabiliti tempi certi per l’erogazione, in tranches, delle somme spettanti, con notevoli vantaggi in termini di programmazione di bilancio.

    In luogo degli attuali meccanismi di quantificazione delle somme spettanti quale rimborso degli oneri sostenuti dalle Province dal 2003 per l’esercizio delle funzioni delegate dallo Stato, le cui difficoltà e lungaggini hanno di fatto annullato le effettive erogazioni Statali a tale titolo, viene definito un importo forfetario pari a 50 milioni annui, in linea con quanto sin qui effettivamente previsto nei documenti di bilancio.

    Uno degli elementi qualificanti dell’accordo è il coinvolgimento della Provincia nelle attività di accertamento dei tributi sulla base di indirizzi e obiettivi strategici definiti attraverso intese con il Ministro dell’Economia e delle finanze ed i conseguenti accordi operativi con l’Agenzia delle Entrate.

    Ulteriori elementi qualificanti del nuovo modello finanziario sono:
  • la definizione della partecipazione della Provincia al patto di stabilità secondo il meccanismo dei saldi di bilancio, già previsto dalla legge finanziaria dello Stato per il 2007, ma mai attuato.
  • Il superamento del principio dei tetti di spesa dovrebbe consentire una programmazione finanziaria meno soggetta ai vincoli di natura esterna ed un conseguente dimensionamento delle risorse più aderente alla reale autonomia della finanza;
  • l’ampliamento dei margini di operatività della leva tributaria (variazione delle aliquote, deduzioni, agevolazioni ed esenzioni),  anche sui tributi compartecipati, con conseguente possibilità di ridurre od incrementare l’imposizione in base alle politiche fissate a livello locale;
  • la possibilità per la Provincia di istituire nuovi tributi locali nelle materie di propria competenza. Nel caso di tributi locali istituiti con legge dello Stato, la legge provinciale può consentire agli enti locali di modificare le aliquote e di introdurre agevolazioni, esenzioni e deduzioni;
  • l’attivazione, a partire dal 1 gennaio 2011, del nuovo meccanismo di accredito diretto dei gettiti erariali spettanti alla Provincia, eliminando l’intermediazione del Ministero dell’Economia.

    Il nuovo modello finanziario conferma infine il concorso finanziario della Provincia al riequilibrio della finanza pubblica mediante l’assunzione di oneri relativi all’esercizio di funzioni statali , anche delegate, definite d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, nonché con il finanziamento di iniziative e di progetti, relativi anche ai territori confinanti, complessivamente in misura pari a 100 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2010 per ciascuna provincia.

Dal sito http://www.uffstampa.provincia.tn.it/